INTERVISTA DINANIMISTA AUTORI E-BOOK “L’ANIMA IN PERSONAL”

2955_1094628478769_1018269871_30309319_3359090_s.jpgINTERVISTA A GIANCARLO FATTORI TRA GLI AUTORI DEL 2° E-BOOK DEL DINANIMISMO

1) Cos’è per te l’arte in generale e la poesia nello specifico?


Io credo che l’arte sia, da sempre, lo specchio della realtà che circonda l’uomo. O, per lo meno, a me piace pensarla così. In ogni forma d’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura all’urbanistica, dalla letteratura al cinema, si avverte l’eco delle ansie, dei tumulti, delle lotte, della fede, delle credenze, dei conflitti sociali e politici, del sangue, che hanno alimentato l’umanità nei suoi periodi storici. L’arte è testimone del tempo. Ciò per cui l’uomo ha vissuto, sofferto, sognato è lì, nell’arte, testimone dei flussi, e riflussi, del tempo e della storia (ma anche dei conflitti interiori). Godere, vivere, osservare, amare l’arte, significa anche godere, vivere, osservare, amare l’uomo in quella che è, forse, la sua più alta espressione. Non è diverso il concetto di poesia: che sia il canto del primitivo di fronte al suo quotidiano, o le dichiarazioni d’amor cortese, o le invettive sociali beatniks, la scrittura poetica è il sentimento che scaturisce da ciò che l’uomo ha dentro, la sua visione delle cose, del suo rapporto col mondo e con sé stesso. L’uomo non può farne a meno, non può fare a meno di raccontare e raccontarsi, fa parte della sua essenza, come l’aria che respira, o la terra su cui vive, o il cibo con cui si nutre. Io, personalmente, uso la poesia anche come forma di esorcismo contro le mie inquietudini, e questo fa della mia poesia un qualche cosa di estremamente personale, intimo.

2) I tuoi miti ed obiettivi artistici


In gioventù i miei miti sono stati, indubbiamente, gli antieroi della Beat Generation. Per un giovane timido ma ribelle, scontroso ma esuberante, come me, questi artisti sono stati una scuola, nonché un sogno. Da Kerouac a Ginsberg a Burroughs, con la loro narrativa, con la loro poesia, ho camminato nel tentativo di seguire le loro orme, nelle idee, nella percezione delle cose. Posso dire che mi hanno insegnato la libertà, anche nella scrittura (il rifiuto delle regole, delle logiche, delle rime, dei ritmi, delle struttura), anche nella vita, benché non sappia, effettivamente, quanta di questa libertà sia stata un’alternativa valida nelle mie scelte esistenziali. Obiettivi artistici? Sinceramente non lo so, non ci ho mai pensato seriamente. Forse perché ritengo di avere un’età ormai fuori dal concetto di obiettivo, o di meta da raggiungere. Non nego che mi piacerebbe vedere le cose che scrivo pubblicate da qualche casa editrice, e sapere di avere dei lettori per i quali le cose che scrivo abbiano importanza. Però, ecco, obiettivi non ne ho, al momento.

3) Il ruolo delle avanguardie oggi


Guarda, a me sembra che oggi si viva in una sorta di vuoto e di narcolessia culturale, che renda improbabile, al momento, un qualsiasi ruolo delle avanguardie. La poesia è vista come una sorta di pecora nera, buona tutt’al più per letture sentimentali, o da carta di cioccolatino, da finto romanticismo, non si riesce ad andare oltre ai soliti nomi noti. Le avanguardie artistiche sembrano essere relegate in un ghetto, complice l’incapacità, oggi, di saper leggere oltre le apparenze (sono opere difficili, incomunicabili, incomprensibili?), forse anche per colpa degli artisti stessi, spesso compiaciuti del loro essere incompresi e incomprensibili. Il problema è che l’arte moderna, oggi, sembra vuota, soltanto perché riflette il vuoto in cui viviamo? A mio modesto parere le avanguardie sono morte, la poesia stessa è morta, non ha più alcuna valenza sociale; il più delle volte sembra essere una forma come un’altra di onanismo intellettuale.

4) L’arte e suoi possibili sviluppi nel futuro trans e post umano


Se l’arte vuole avere un futuro deve tornare a essere sociale, a lottare a fianco dell’uomo in favore di un’esistenza che non sia più all’insegna di valori frivoli, deleteri, superficiali. La poesia da messaggino telefonico non ha ragion d’essere se non nella pigrizia; pittura, scultura, architettura sembrano ormai simulacri di una modernità asettica, priva di calore; il cinema stesso è votato alla logica del denaro, del divertimento facile, del qualunquismo. Non voglio dare dell’arte un’immagine disfattista, perché ci sono le eccezioni, senza dubbio. Ma la mia impressione è che l’arte sia diventata usa e getta.

5) Cos’è per te l’anima e e quale ruolo credi possa occupare in futuro?


Anima, per me, esula da ogni eventuale richiamo di natura religiosa, spirituale. E’ la disposizione dell’uomo di essere empatico verso le ingiustizie, la condizione umana in generale, il feeling con la natura e la madre terra, ben consapevole che essa è indifferente ai nostri drammi, ma ci è necessaria per tornare a un rapporto più umano, a misura d’uomo. Marx è morto, Dio è morto, la natura stessa sta morendo sotto i nostri occhi, perché è venuta a mancare, con gli anni, quella tensione, quell’anima. Anima è quanto di bello e sensibile c’è nell’animo umano. Dovrebbe tornare ad esserlo anche in seno alle società, alle civiltà.

6) I tuoi progetti:


Continuare a scrivere, con l’umiltà dello scribacchino. Non sono un artista, e la mia arte non serve a niente, a nessuno. Ma è una necessità. E se questo porta emozione a qualcuno, significa, per me, aver dato un senso a ciò che scrivo.

Per leggere la biografia di G. Fattori: http://e-bookdinanimismo.myblog.it/archive/2010/06/11/biografie.html

Quadro dell’artista Liliana Ummarino (Roma)

INTERVISTA DINANIMISTA AUTORI E-BOOK “L’ANIMA IN PERSONAL”ultima modifica: 2010-06-26T20:13:00+00:00da zairo-ferrante
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