20/12/2010

Ferrara...con e per le Donne

Ferrara per Sakineh

da GuideSupereva a cura di Roberto Guerra

L’ex avvocato dell’eroina iraniana in città a cura di Amnesty International

SakinehBellissima e importante iniziativa a Ferrare nei giorni scorsi. Ospite per una conferenza Mohammad Mostafaei, l’ex avvocato di Sakineh, la donna iraniana da tempo al centro di una mobilitazione internazionale e nazionale (una volta tanto trasversale) per la nota vicenda persecutoria e infame del regime iraniano.

Conferenza a cura di Amnesty International, dell’UDI e di altre associazioni delle donne ferraresi e della Provincia (e il Comune) di Ferrara, nello specifico dell’Assessore Marcella Zappaterra.

Evento che fa, una volta tanto onore alle Istituzioni ferraresi e alle associazioni femminili e femministe, peraltro su questo tema cruciale per il futuro sociale a più livelli , fin da subito, appena scoppiato il caso, mobilitate coraggiosamente e tempestivamente.

Mohammad Mostafaei ha sintetizzato la situazione attuale, tutt’oggi molto critica, nonostante i noti risultati già raggiunti, almeno la sospensione provvisoria della esecuzione di Sakineh… La recentissima falsa notizia per alcune ore della liberazione della donna, spiega più di ogni parola, la situazione reale, fragile e di cristallo, sugli esiti concreti futuri.

E il senso della conferenza a Ferrara ( e altrove) molto chiaro: un rilancio ancor più forte, generale, mediatico e anche soggettivo (basta andare nel sito di Amnesty International e non solo per firmare l’appello per la salvezza e la liberazione di Sakineh), per mantenere al top la mobilitazione internazionale, la temperatura necessaria mediatica stessa, governative ed istituzionali.

Questa iniziativa, nello specifico anche ferrarese ed istituzionale sociale, segnala anche una nuova visione in generale, più concreta, meno ingenua esistenziale e umanitaria, sulla ben nota querelle epocale, anche italiana, Occidente e società multietnica.

Ferrara ( e l’Italia e l’Occidente) per Sakineh, oltre –probabilmente a medio-lungo termine- siamo ottimisti, a liberare e salvare davvero la donna iraniana, porta alla luce, una delle icone, quella delle donne nel mondo musulmano, potenzialmente più dirompenti, per una evoluzione generale psicosociale nell’approccio realistico alla questione multietnica.

Per Sakineh: infine, un piccolo grande contributo nel/dal territorio ferrarese può venire anche, come già fanno alcuni, rilanciando tutti i blogger ferraresi, in home page o almeno nei post, l’appello di Amnesty International, linkando il sito, banner eccetera, per favorire-effetto farfalla del web- il maggior numero possibile di firme e la mobilitazione più continua e visibile.

21/06/2010

ARTICOLO DI ROBERTO GUERRA DA CONTROCULTURA SUPEREVA

Intellettuali dis-organici?

Sinistra culturale e futuro

Marx e il computer La recentissima scomparsa di Sanguineti, tra le ultime icone viventi di certa sperimentazione letteraria e culturale “progressista”, paradossalmente, apre finestre inedite interpretative sullo stesso futuro di tale cultura in Italia, notoriamente in crisi.. Certa sinergia critica suggerita quasi naturalmente con lo stesso Gramsci svela subito parallelismi affascinanti.

Gramsci e Sanguineti…Entrambi ibernati da certa vulgata, in orizzonti quasi contrari alle loro pre-visioni sulla modernità e sulla mass-culture del nostro tempo. Da Gramsci celate quasi in pagine mediatiche allo stato nascente, affascinanti e rivelatrici, in cui il Maestro del comunismo virtuale democratico indicava quasi il contrario di quanto poi successo, almeno a partire dalla scomparsa di Berlinguer…

Gramsci subordinava il divenire della storia ai fatti e all’empatia (mai a priori …)con il dinamismo dei bisogni del popolo e della gente, già intuendo la necessità, con la nascita della società della macchina, di relativizzare la stessa lotta di classe .. Con la matura società industriale e l’avvento della società di massa(da Gramsci colta nell’aurora paradossale dell’americanismo primo novecentesco e del fascismo e in certo futurismo stesso) tutto il popolo diventava lavoratore….

Sanguineti e la generazione letteraria culturale di certa avanguardia, a partire dagli anni sessanta lanciarono segni e messaggi non dissimili, non a caso riattivando, a livello di linguaggio e di provocazione (anche se già fredda…) l’arte-avanguardia di massa dei futuristi persino italiani ben compresi dallo stesso Gramsci…

Entrambi, sia Gramsci che la neovanguardia italiana sono rimaste imprigionate da certo spirito dei tempi italiani pseudorivoluzionari (leggi lo stesso 68 e 77 e ovvio la crisi delle sinistre e il miraggio del Paradiso sovietico….), al di là delle proprie parole e delle intenzioni, quasi di segno opposto, manipolati da esegesi stessi di stoffa assai mediocre e dogmatica…

Gramsci, si sa è morto durante addirittura il ventennio e vittima del fascismo. Sanguineti, più magari di un Balestrini, ha sperimentato la dissoluzione dell’utopia comunista, consapevole ,senza tante rimozioni, della morte magari dell’utopia… ma non del sogno di un una società futura da riformattare, ancora critica ovvio verso il cosiddetto turbocapitalismo attuale, ma da altro assioma, semi-sconosciuto.

Ecco, forse, la memoria dei due grandi intellettuali, contradditori per forza, con ovvie modulazioni diverse, tempi diversi, ma ponendo la complessità al centro, capace di radiografare criticamente, ma in vettori nuovamente propulsivi (non retro appunto come la solita vulgata casta) la cibercultura di massa odierna… Con la forza della poesia e della conoscenza e dell’ascolto dei bisogni e i sogni in progress della gente e non secondo le analisi burotiche del Partito o di certa Intellighenzia “rossa” ormai semi-estinta!

http://guide.supereva.it/controcultura/interventi/2010/06/intellettuali-dis-organici

13/06/2010

ROSSO TREVI Dalla strada alla galleria d'arte

ARTICOLO di SIMONA DE SANTIS

TRATTO da CORRIERE DELLA SERA (Roma) 

PERFORMANCE RIUSCITA - Lo scorso 1° maggio, nella piazza del Concertone, Cecchini aveva coinvolto centinaia di giovani: ne era nata una performance diversa dalle precedenti; più sentita e partecipata, anche più intelligente. Cecchini era tornato così a far parlare di sé dopo il blitz del 19 ottobre 2007, quando con un gesto fulmineo gettò un bidoncino di colorante (rosso) dentro la Fontana di Trevi. Azione seguita pochi mesi dopo, il 16 gennaio 2008, dal lancio di 500 mila palline colorate lungo la scalinata di Trinità dei Monti. Blu, gialle, verdi e rosse: le palline rimbalzarono fin dentro la Barcaccia. «Dal Rosso Trevi alla quadricromia», c’era scritto sui volantini distribuiti subito dopo l’azione compiuta in piazza di Spagna. Le palline colorate, portate via in meno di un’ora dagli addetti dell’Ama, generarono non poca curiosità tra turisti e romani. E il video-sequenza del blitz spopolò su YouTube.

Graziano Cecchini (Jpeg)
Graziano Cecchini (Jpeg)
DALLA STRADA ALLA COLLEZIONE - Per la seconda volta, una delle azioni futuriste di Cecchini diventa da «collezione». Come successe con le celebri palline di piazza di Spagna: quando, il 16 gennaio 2008, Rossotrevi lanciò 500 mila palline (blu, gialle, rosse e verdi) lungo la scalinata di Trinità dei Monti, turisti e romani cercarono di accaparrarsene alcune, prima dell’arrivo delle vigili urbani e, il giorno seguente, le palline erano già in vendita su internet. La prima mostra di «arte partecipativa» segue il motto di Cecchini: «L’arte è azione. L’arte è di tutti. L’arte è in strada, tra la gente, per la gente, con la gente. L’artista è per strada».

CONTINUA SU: http://roma.corriere.it/notizie/arte_e_cultura/10_giugno_10/cecchini-arte-azione-1703175391039.shtml