Così abbiamo smesso di cercare la mafia… di R. Saviano da Repubblica.it

044001587-f204e242-a7ec-42af-a242-56f2e52f4ad4Non è solo la criminalità organizzata a essersi camuffata, a essersi “capitalistizzata”; non è solo la mafia a essersi imborghesita: è il capitalismo che si è “mafiosizzato”; è la borghesia che si è “mafiosizzata”…

DOV’È oggi la mafia? Come facciamo a riconoscerla? Letizia Battaglia è stata l’occhio che ha raccontato al mondo, forse più di chiunque altro, rendendolo archetipo, il concetto complicatissimo di mafia.
 
Attraverso immagini: bambini che giocano con armi, corpi dilaniati dalla lupara, volti sfigurati dalle urla, silenziosi drappi neri. La sua arte, mostrare senza fare scempio. Erano gli anni ’80 e la mafia non esisteva, anzi, non doveva esistere. Oggi chiudiamo un cerchio durato quasi quarant’anni e costato la vita a centinaia di persone. Oggi, come agli albori della lotta alla mafia, la mafia è tornata a non esistere. Chi ne parla è visionario, la vede ovunque, si arricchisce raccontandola. Chi ne parla diffama, rovina nel mondo l’immagine dell’Italia. Della mafia non bisogna parlare e non solo per volontà della mafia, ma per preservare carriere politiche. Quando sentiamo dire che chi parla di mafie diffama, in realtà il sottotesto è: chi parla di mafie, ed è ascoltato oltreconfine, mette in pericolo la credibilità politica di chi amministra territori a rischio.
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Così abbiamo smesso di cercare la mafia… di R. Saviano da Repubblica.itultima modifica: 2017-02-05T16:43:04+00:00da zairo-ferrante
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